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Elenco 1000 benzinai no logo di tutta Italia
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La benzina
“no logo” fa risparmiare
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Le chiamano “pompe bianche” si tratta di distributori senza logo che vendono il
carburante a prezzi ribassati.
I totem “low cost” non sembrano ancora impensierire le multinazionali regine del
mercato, ma certamente sono una realtà in veloce espansione. Secondo le stime
delle associazioni dei consumatori, delle 23 mila pompe distribuite sul
territorio, circa 2000 sono quelle “risparmiose”, di proprietà di alcuni
imprenditori privati, che vendendo carburante senza logo, gestiscono al meglio
l’autonomia dei tariffari stracciando così la concorrenza con dei prezzi sempre
più bassi rispetto allo stallo delle grandi compagnie.
In Italia la benzina più cara
d’Europa
Frutto di un speculazione sfrenata il caro petrolio nel
nostro paese supera di molto i prezzi del resto d’Europa.
Basti pensare che durante la scorsa settimana il prezzo
industriale (cioè al netto delle tasse, su cui ci sarebbe da
aprire un altro doloroso capitolo) del litro di benzina in
Italia ha raggiunto un record di 6,1 centesimi in più
rispetto alla media dei 27 Paesi dell’Unione europea. Se si
fa il confronto con i solo Paesi della zona euro (escludendo
dunque Gran Bretagna, Svezia eccetera) il divario a nostro
svantaggio è di 4,4 cent.«In
Italia purtroppo ci sono casi in cui nello stesso bacino
d’utenza la stessa grande compagnia di appartenenza (Esso,
Agip, Shell… solo per citarne alcune) impone prezzi diversi
ai gestori creando delle discriminazioni oggettive – fa
notare Luca Squeri presidente della Figisc, la Federazione
italiana gestori impianti stradali e carburanti – Nel caso
dei i distributori low cost, invece, il prezzo è legittimato
dal proprietario che salta tutti i passaggi: marketing,
stoccaggio, pubblicità e riesce ad essere competitivo».
Rifornendosi alle “pompe bianche” invece si possono ottenere
risparmi nell’ordine di 7-8 centesimi al litro.
Il
carburante no logo
Quali sono le sigle dei benzinai senza
griffe? Sconosciute ai più garantiscono
grandi risparmi e si trovano su tutta la
penisola. Daytona, Energia Siciliana,
Alfa Petroli, Sodin e tanti altri
ancora, rappresentano il 5% del mercato
dei carburanti. Alcuni di loro sono
riusciti nell’arco di 25 anni ad
espandersi con una piccola rete di
distribuzione.
Per trovarli è sufficiente navigare i
siti delle associazioni consumatori come
nel caso di Federconsumatori, che ha
raccolto 260 marche di carburante low
cost.
Anche il Codacons si è mobilitato
mettendo a disposizione dei consumatori
delle cartine aggiornate con i
nominativi suddivisi per regione. In
sostanza, occorre chiamare un numero
dedicato, l’ 899.422404; il costo della
chiamata è di 1 euro di scatto alla
risposta Iva inclusa. «Il servizio che
mettiamo a disposizione on line ci costa
- si giustifica Carlo Rienzi, che del
Codacons è il presidente -. In ogni caso
aiutiamo gli utenti a trovare le “pompe
bianche” più convenienti anche quando
sono in viaggio. Ma il nostro impegno
non si ferma qui. Stiamo protestando
contro una liberalizzazione di facciata
che crea un mercato sleale in cui i
gestori tradizionali ricevono un
trattamento mafioso da parte dei colossi
petroliferi che impongono i prezzi».
Benzina
da supermercato
Oltre alle marche secondarie ci sono
numerose altre iniziative che consentono
di “accorciare” il prezzo della benzina.
Parliamo soprattutto della GdO come nel
caso di Auchan, Carrefour, Conad.
Quest’ultima, ad esempio, ha da poco
aperto un nuovo impianto a Modena e
propone la verde a 1,390 euro al litro.
«Proseguiamo nella difficile, faticosa
opera di apertura di impianti di
distribuzione con la nostra insegna-
sottolinea il direttore generale di
Conad, Francesco Pugliese -. Quello che
abbiamo inaugurato a Modena è il quarto,
e nel momento in cui i carburanti sono
oltre quota 1,51 euro al litro, facciamo
il possibile per dare ai consumatori un
reale vantaggio economico». «Si deve
proseguire su questa strada – dice
Roberto Di Vincenzo segretario generale
della Fegica, la Federazione gestori
impianti carburanti e affini della Cisl
– e noi chiediamo di riscrivere
correttamente le regole per questo
settore. Le pompe bianche sono un’ottima
alternativa» .
L'assalto dei Romani alla benzina no
logo
Disposti a fare
anche file di dieci
minuti Risparmio di
quattro euro per un
pieno. Il segreto:
risparmiano in
pubblicità e sono
rigorosamente
"fai-da-te".
Si contano sulle dita di una mano, ma di
questi tempi, con il prezzo della
benzina verde che si avvicina
pericolosamente a quota 1,6 euro al
litro, vale la pena sapere dove si
trovano e fare la fila per assicurarsi
il pieno. Stiamo parlando delle
cosiddette pompe bianche, vale a dire
impianti di distribuzione di proprietà
di piccoli imprenditori che applicano la
logica del discount anche sulla benzina.
Risultato: si risparmia fino a 8
centesimi al litro che significa circa 4
euro su un pieno di circa 50 litri.
Questi impianti non hanno un logo e non
spendono in marketing o pubblicità.
Spesso, poi, non c'è nessuno a servire
benzina così che è indispensabile il
«fai da te». Il fenomeno è nato qualche
anno fa in alcune piccole realtà locali,
lentamente si è diffuso in tutta la
Penisola e alcuni tra quelli che
inizialmente erano piccoli imprenditori
sono cresciuti e hanno iniziato ad
espandersi, forti
anche di un
successo
notevole tra i
consumatori. Il
Lazio, rispetto
al resto
d'Italia, vanta
un bel primato
vista la
maggiore
concentrazione
di distributori
no logo,
presenti
soprattutto
nella Capitale e
nella provincia
di Viterbo. Si
tratta,
tuttavia, di
numeri ancora
molto bassi
rispetto al
totale della
distribuzione di
carburante. Dal
6-7% di oggi
l'obiettivo
portato avanti
con il Governo
per conto di
diverse
associazioni dei
consumatori è
arrivare almeno
al 10% di
diffusione su
scala nazionale.
Fatto sta che in
questi giorni le
«pompe bianche»
sono state
letteralmente
prese d'assalto.
Nella Capitale
sono sei, più
una all'Auchan
di Parco
Leonardo in via
Portuense. Si
tratta dei due
distributori Ewa
in via Monti di
Primavalle e in
via della Pineta
Sacchetti, della
Speed Gas
Cuppellaro in
via Nomentana,
di Fullmaster
Srl in via
Frascati, di
Senza Insegna in
Viale Appio
Claudio e del
marchio
Indipendente in
via Appia
Pignatelli. Il
prezzo di questi
distributori
viaggiava ieri
tra i 4 e gli 8
centesimi in
meno al litro
rispetto a 1,561
registrato, di
media, negli
impianti comuni,
ed è per questo
motivo che alla
pompa di benzina
dell'Ewa in via
della Pineta
Sacchetti, con
un prezzo di
1,467 per la
super, così come
in quella di via
Appia Pignatelli
(1,464) i tempi
d'attesa per
fare il pieno a
inizio giornata
superavano anche
i 10 minuti.
Particolarmente
invitante anche
il prezzo del
Senza Insegna,
fermo un paio di
giorni fa a
1,462. Discorso
a parte per l'Auchan
di Parco
Leonardo sulla
Portuense.
Con la media di
1,450 di costo
al litro
registrato
nell'ultima
settimana, la
fila alla pompa
di benzina è
stata pressoché
costante. Del
resto il futuro
della grande
distribuzione
potrebbe passare
anche per la
benzina low cost,
una vera e
propria
occasione di
allargare il
mercato a costi
non certo
proibitivi. Si
tratta, infatti,
in genere di
impianti dotati
di posti di
rifornimento
multiservizio,
con benzina
verde e gasolio.
Il sistema a
self-service,
con pagamento
alle casse
posizionate
all'uscita della
stazione, è
attivo 24 ore su
24 per 365
giorni all'anno.
Un sistema che
consente appunto
all'ipermercato
di contenere
enormemente i
costi
complessivi di
gestione. Quanto
alla possibilità
di far
risparmiare il
consumatore
questo è
possibile,
dicono dalla
grande
distribuzione,
grazie alla
sottoscrizione
di precisi
accordi di
approvvigionamento
con primarie
compagnie,
curati da una
struttura
specializzata
dell'azienda che
segue l'intera
filiera
logistica di
fornitura.
(Fonte Dati
Prezzi:
Staffetta
Quotidiana)
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